Perché è necessario piangere? Ecco a cosa serve il pianto e perché fa bene


Il pianto è una reazione fisiologica rispetto a situazioni che ci provocano dolore, ma è legato anche a reazioni di tipo emotivo, cognitivo e sociale, di fronte a diversi tipi di atteggiamenti. Ma perché è importante piangere? Il pianto è considerato perlopiù segno di debolezza o di mancanza di carattere, in realtà è importante dare libero sfogo alle lacrime quando ne avvertiamo la necessità, in quanto fa bene alla salute. A livello scientifico, piangere ci aiuta a scaricare ormoni: così come ridere, anche piangere è benefico. Si tratta infatti di due emozioni che ci aiutano a liberarci da energie negative e positive, permettendo al nostro stato d’animo di restare in equilibrio. Con il pianto sprigioniamo adrenalina e noradrenalina, ormoni che permettono al nostro organismo di rilassarsi, mentre l’ossitocina dona un senso di tranquillità. Ma scopriamo quali sono i benefici del pianto a livello fisico e mentale.

Tipologie di lacrimazione: principale, di reazione o psichica

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La lacrimazione si può dividere in 3 tipologie: principale, di reazione e psichica. Le lacrime principali o basali, sono quelle che aiutano a tenere la cornea idratata e lubrificata, impedendo all’occhio di seccarsi. Le lacrime di reazione sono quelle che servono a combattere le irritazioni che provengono da agenti esterni: particelle estranee come i moscerini, ma anche la cipolla. Infine ci sono le lacrime psichiche che vengono fuori in seguito a forti emozioni come rabbia, dolore, stress, felicità o tristezza e che funzionano come un analgesico che aiuta a sentirci meglio. Ma vediamo nello specifico perché è necessario piangere per il nostro benessere psico-fisico

Piangere libera da stress, rabbia e tensione

Le lacrime emotive, o psichiche, vengono quindi fuori nei momenti tristi o felici: il pianto ci permette di rilassarci, liberandoci da rabbia e stress. Ad ogni lacrima, infatti, liberiamo alte dosi di adrenocorticotropina, un ormone che racchiude cortisolo e corticosterone, che si sprigionano quando nel corpo c’è una certa tensione. Le lacrime ci aiutano anche a liberare prolattina e leucina, che funzionano come analgesici naturali: si tratta quindi di una sorta di reazione chimica che calma il dolore. Inoltre, mentre piangiamo, i muscoli del viso e quelli del contorno occhi si contraggono, permettendo che l’irrigazione del sangue mantenga lubrificate le muscose dell’occhio.

Il pianto aumenta l’empatia e aiuta a gestire le emozioni

Attraverso il pianto comunichiamo agli altri cosa proviamo, per questo può essere terapeutico: oltre ad alleviare la tensione, aumenta l’empatia verso le persone che ci circondano. Si produce quindi un circolo emotivo che ci aiuta anche a scrutare il nostro io interiore, analizzando le conseguenze positive e negative di quella determinata situazione. Dopo il pianto arriva poi la fase di rilassamento e di sollievo: per questo si tratta di un’attività sana, anche se per molti indica un senso di debolezza. Bisogna però distinguere il pianto che scaturisce per dare sfogo ad un’emozione forte, e quello utilizzato per ottenere altro: in quest’ultimo caso si tratta di essere dipendenti dalle lacrime, con la conseguenza di non riuscire ad ottenere nulla senza di esse.

Le lacrime allontanano l’ansia e migliorano la salute

Reprimere le lacrime potrebbe scatenare disturbi d’ansia, ma anche asma e ulcere intestinali: nascondere i propri sentimenti ci rende più inclini e depressione e malattie. Dal punto di vista emotivo, piangere dona equilibrio al nostro stato d’animo, aiutandoci a tirare fuori ciò che ci fa stare male. Dal punto di vista fisico, il pianto, tiene sotto controllo la respirazione e svolgendo l’effetto di un calmante naturale. Dopo ever pianto per un dispiacere o una situzione che ci fa stare male, ci sentiamo più calmi: ad esempio, se piangiamo sul letto per una perdita o una delusione amorosa, ciò favorirà un sonno ristoratore che forse non avremmo ottenuto in altro modo.  Inoltre, quando si piange, si sprigionano molte endorfine, che favoriscono il buonumore.

Perché le donne piangono più degli uomini?

Perché donne e uomini piangono in modo diverso? Le donne lo fanno più di frequente, anche se spesso vengono accusate di essere troppo vulnerabili: piangono tra le 30 e le 60 volte all’anno, rispetto alle 17 degli uomini. Anche i tempi sono diversi: le donne piangono in media per 6 minuti, contro i 3 degli uomini. Ciò avviene principalmente a causa di una cultura patriarcale che considera il pianto una debolezza, obbligandoli a mostrarsi forti in ogni circostanza, soprattuto in pubblico: gli uomini che piangono vengono infatti definiti “femminucce”, e ciò fin da quando sono piccoli. Si tratta quindi perlopiù di ragioni sociali e culturali, anche se alla base c’è anche una motivazione ormonale che porta le donne a piangere di più e più spesso. Il pianto diventa quindi una sorta di autoterapia per il sesso femminile. Negli uomini è invece più frequente l’alessitimia, cioè l’incapacità a mostrare i propri sentimenti.

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