CGIL: "Occupazione ai livelli del 2008? Merito solo del record di contratti a termine"


Il mercato del lavoro rimane stabile in Italia nei primi tre mesi di quest’anno rispetto all’ultimo trimestre del 2017. Così certifica l’Istat nella sua periodica rilevazione. Nel complesso gli occupati sono 23.081.000, con un tasso di occupazione che rimane sostanzialmente invariato al 58,2%. Fra questi, i lavoratori dipendenti sono 17.818.000 (+0,3% sul trimestre precedente, +1,9% rispetto al primo trimestre 2017), fra i quali continua il processo di modifica della ripartizione interna. Sale infatti il numero dei lavoratori a termine (+69 mila, +2,4%), che arrivano ad essere quasi tre milioni (2.923.000), mentre in contemporanea diminuiscono i dipendenti con contratto a tempo indeterminato (-23 mila, -0,2%), toccando quota 14.895.000; scendono poi anche gli indipendenti (-37 mila, -0,7%). L’Istituto di statistica fa comunque notare che, secondo dati mensili più recenti e al netto della stagionalità, il numero di occupati ha continuato a crescere ad aprile rispetto al mese precedente.

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I disoccupati intanto raggiungono quota 2 milioni 893 mila, con una diminuzione di 135 mila unità rispetto allo scorso anno, un aumento che concerne ambo i sessi e si concentra in particolare fra i giovani tra i 15 e i 34 anni. Il tasso di disoccupazione aumenta, però, lievemente dello 0,1% rispetto al precedente trimestre, attestandosi all’11,1%, in ragione della contemporanea diminuzione del numero di inattivi (coloro che non lavorano né sono in cerca di un’occupazione) concentrata fra le donne e soprattutto al Sud.

Nel raffronto con lo scorso anno si conferma la dinamica di crescita del lavoro a termine (+385 mila occupati) e la diminuzione di quello a tempo indeterminato e indipendente, ma il saldo positivo è più marcato, con 147 mila nuovi occupati (+0,6% in un anno). Nei dati di flusso – specifica l’Istat – gli ingressi nell’occupazione aumentano soltanto per il lavoro a termine e l’incremento coinvolge soprattutto individui con elevato grado di istruzione e i residenti al Sud. Crescono poi, sottolinea l’Istat, per il quattordicesimo trimestre consecutivo gli occupati a tempo pieno, mentre quelli a tempo parziale calano per la seconda volta per un aumento delle trasformazioni da tempo parziale a tempo pieno, soprattutto per quanti svolgevano un part time involontario.

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