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Nel febbraio 1931 venne firmato il Trattato Navale di Londra, un accordo fra Regno Unito, Giappone, Francia, Italia e Stati Uniti che limitò la corsa agli armamenti navali sino al 1937. Il Giappone fu tra i principali protagonisti del trattato, ma alcuni membri ultra-nazionalisti della marina giapponese rimasero decisamente scontenti delle limitazioni imposte dall’accordo. Si creò quindi la società segreta Sakurakai che, insieme agli estremisti del partito della “Lega del Sangue”, organizzò l’assassinio del Primo Ministro Giapponese, Inukai Tsuyoshi, del ministro dell’economia Jun’nosuke Inoue e di altre figure di primo piano del governo. Oltre ai politici, la “Lega del Sangue” pianificò anche l’assassino di Charlie Chaplin, che si sarebbe trovato in quei giorni in Giappone, con lo scopo di provocare una guerra fra Stati Uniti e Sol Levante.

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Sotto, Inukai Tsuyoshi, primo ministro Giapponese:

Il 15 Maggio del 1932, undici giovani di età inferiore ai vent’anni attaccarono la residenza del primo ministro e lo assassinarono. Le ultime parole di Inukai Tsuyoshi furono:

Se parliamo possiamo comprenderci – 話せば分かる

Ma la risposta dei cospiratori fu glaciale:

Non serve discutere – 問答無用

Charlie Chaplin sarebbe dovuto essere alla residenza del Primo Ministro durante una cerimonia di accoglienza ufficiale, e con ogni probabilità sarebbe finito assassinato. Per un caso del tutto fortuito il figlio ventunenne di Tsuyoshi,  Inukai Takeru, decise il giorno prima di accompagnare Chaplin ad un incontro di Sumo, e quando i cospiratori raggiunsero la residenza del politico non trovarono la star di Hollywood, che scampò quindi al massacro.

Il giornale Ōsaka Mainichi Shinbun parla dell’assassinio del Primo Ministro:

Sotto, Charlie Chaplin:

I cospiratori vennero tutti arrestati e portati in giudizio, ma ricevettero sentenze più lievi rispetto al dovuto. Il tribunale marziale  ricevette una petizione di 350 mila firme con la quale si chiedeva indulgenza.

Ogni firma era scritta col sangue

In aggiunta alle firme, undici giovani di Niigata si offrirono volontariamente per essere sacrificati al posto degli assassini del premier, ed inviarono come prova della loro devozione undici indici della mano destra, mozzati.

Sotto, i cospiratori al processo:

Alla fine i cospiratori vennero condannati, ma a sentenze talmente lievi che entro un paio d’anni furono tutti scarcerati. L’episodio accese la miccia di una forte militarizzazione giapponese, che sfociò dapprima nell’incidente del 26 Febbraio del 1936, un tentativo di colpo di stato da parte delle forze militari, e poi nell’assoluto impegno nipponico durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

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