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La telefonata anonima è solitamente usata come scherzo telefonico o per informare la polizia di qualche segreto senza rivelare il proprio nome. Non sempre però una chiamata ha uno scopo innocente, e tanti sono stati i casi in cui le telefonate anonime sono state oggetto di dibattiti e misteri legati alla loro veridicità. Ci sono alcune telefonate però che nessuno di noi vorrebbe ricevere, alcune di queste sono quelle fatte da una dimensione diversa dalla nostra.

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Durante il Febbraio 2007 Courtney Kuykendall, una ragazza di 16 anni di Washington, cominciò a mandare messaggi SMS a caso ai suoi amici. Le cose diventarono strane quando qualcuno cominciò a chiamare i vari membri di tutta la famiglia minacciando di morte loro, i nonni e gli animali domestici. I Kuykendall si rivolsero alla polizia, che riuscì a scoprire che le chiamate venivano dal telefono di Courtney.

Mistero risolto? Niente affatto. Una volta che il telefono fu spento e sequestrato le chiamate continuarono con la stessa frequenza, e il molestatore descriveva le scene di vita della famiglia e addirittura la loro conversazione con la polizia. La circostanza continuò per oltre quattro mesi, senza che nessun sospetto fosse mai trovato. La polizia ritenne che potesse essere una storia inventata di sana pianta, ma altre due famiglie manifestarono problemi simili durante quel periodo. Il mistero non fu mai stato svelato.

Le-chiamate-del-fantasma-di-Charles-Peck

Il 12 settembre del 2008 un treno per pendolari della Metrolink, negli Stati Uniti, si scontrò frontalmente con un treno merci della Union Pacific, a Los Angeles. Il macchinista della Metrolink fu considerato colpevole perché sembra che stesse inviando un SMS al momento del crash. L’incidente fu il peggiore nella storia della Metrolink con 25 morti e 135 feriti.

Una delle persone che persero la vita si chiamava Charles Peck, aveva 49 anni e si trovava a Los Angeles per un colloquio di lavoro con la Van Nuys Airport. Peck voleva trasferirsi in California perché la fidanzata viveva lì. A quanto sembra morì quasi subito, perché era vicino al punto d’impatto e fu uno degli ultimi a essere tirato fuori dal treno in rottami. Quello che risulta misterioso è che, per tutta la notte e fino a quando il suo corpo non fu trovato, il telefono di Peck chiamò alcune persone, fra cui i suoi figli, la sua fidanzata e suo fratello. Tutte le chiamate duravano alcuni secondi di silenzio prima di riagganciare. Nessuno è riuscito a spiegare come fossero effettuate le chiamate, e alcuni affermano che fosse lo spirito di Peck a chiamare i suoi cari per dirgli addio

La-scomparsa-di-Dale-Williams

Dale Williams era il proprietario di un negozio di cura per il corpo a Nucla, in Colorado. Il 27 maggio del 1999 un automobilista in panne lo chiamò al telefono chiedendo aiuto. Un amico di Williams che era nel negozio pensò che il chiamante fosse una donna dal modo in Williams parlava. Williams sembrava avere uno stato d’animo normale quando lasciò il negozio, ma la cosa fu particolarmente strana perché Williams non era un meccanico.

Dale prese il camion e sparì, senza esser più trovato

Cinque settimane dopo fu trovato il suo camion nel punto di incrocio fra il fiume San Miguel e il fiume Dolores. Il veicolo era acceso con il finestrino socchiuso, cosa che lasciò stupefatta la moglie perché l’uomo guidava sempre con il finestrino completamente aperto. I sospetti caddero su un vecchio amico di Williams. Williams e la moglie avevano aiutato l’ex-moglie dell’amico a spostarsi in un’altra città, rifiutandosi di dire all’uomo dove fosse finita la coniuge. La prova che indicava che questo ex-amico fosse interessato alla morte di Williams era costituita da alcune fotografie trovate strappate che raffiguravano Dale e la famiglia, oltre a proiettili calibro 22 fuori dal negozio dell’uomo. La moglie di Williams possedeva un negozio di videonoleggio, e qualcuno lasciò una pistola calibro 22 in un box per la restituzione dei video del negozio. La polizia interrogò l’ex amico di Williams, il quale negò ogni coinvolgimento. A causa dell’insufficienza di prove l’amico non fu mai arrestato, e l’identità della persona chiamante che fece uscire Williams rimane a tutt’oggi un mistero.

balraj-rattu

L’ultimo avvistamento di Balraj Rattu fu il 6 novembre 1995, quando fu visto seduto in un’automobile a bere una birra con un amico a Surrey, in British Columbia. Tre giorni più tardi la sua auto fu trovata a circa un’ora di distanza dal luogo dell’ultimo avvistamento, bruciata e con i vestiti insanguinati dell’uomo, ma non c’era traccia del corpo.

Dopo che Rattu scomparve una giovane donna chiamò a casa la sua famiglia. Pensava di parlare con Rattu e disse: “Raj, sei stato sconfitto”, poi cominciò a ridere e riattaccò. Il giorno dopo ci fu un’altra chiamata, e il padre di Rattu descrisse la voce della donna come molto più anziana. La donna affermò che Raj era morto e poi riattaccò. Entrambi i chiamanti parlavano la lingua Punjabi, e il padre di Rattu è sicuro che fossero due persone diverse. La polizia non fu in grado di rintracciare le chiamate, così come non riuscì mai a risolvere il mistero della scomparsa.

L'equipaggio-scomparso-della-Casie-Nicole

L’11 aprile del 1990, Nathan Neesmith, suo fratello Billy Joe, suo nipote Keith Wilkes e un suo amico di nome Franklin Brantley partirono dal molo McIntosh in Georgia per una settimana di pesca con la Casie Nicole, un’imbarcazione recentemente restaurata. Gli uomini si diressero verso un’area inesplorata al largo della costa della Carolina del Sud, e la mattina del 12 aprile la barca si capovolse, affondando. Gli uomini abbandonarono la nave a bordo di una scialuppa. Nathan Neesmith lasciò gli altri tre uomini su una zattera con alcune provviste e si recò a chiedere aiuto.

Fu salvato cinque giorni più tardi, ma il resto degli uomini non furono mai trovati

Le uniche cose che vennero recuperate furono un sacco a pelo e un salvagente. La probabile conclusione fu che gli uomini annegarono, ma c’erano alcune strane telefonate da un uomo che non parlava inglese che fecero pensare alle famiglie degli scomparsi che questi fossero ancora vivi. Le chiamate furono sette in tutto, quattro alla sorella di Nathan e le altre tre a Doug Tyson, il proprietario della Casie Nicole. Il chiamante durante la telefonata diceva il nome della persona che stava chiamando e il nome di uno degli uomini scomparsi, Billy Joe. Nell’ultima chiamata l’uomo disse che stava per portare a casa Billy, ma questi non si fece più sentire. La famiglia ipotizzò che gli uomini erano effettivamente stati salvati, ma che erano tenuti prigionieri in qualche paese straniero. Gli uomini non furono mai rintracciati.

Marrakesh-Washington

Il Marrakech è un ristorante marocchino a Washington che aprì i battenti nel 1983. Per 10 anni il ristorante e il suo proprietario furono oggetto di molestie telefoniche, con qualcuno che chiamava e che faceva minacce di morte o avance sessuali. “L’enfant” (“il giovane”) è il nome che fu affibbiato al molestatore, che si fingeva di volta in volta una persona differente. Ricevere 20 telefonate al giorno non era una cosa insolita per il ristorante, ma la cosa pazzesca è che questa pratica andò avanti per oltre un decennio.

Bashir Kouchacji, il proprietario del ristorante, era il presunto bersaglio de L’enfant, probabilmente a causa del suo passato a Beirut, in Libano, quando fu rapito dall’Esercito di Liberazione della Palestina perché sospettato di essere una spia del Mossad o un agente della CIA. Fu tenuto in un campo profughi palestinese, dove veniva minacciato quotidianamente. Dopo aver tentato il suicidio, fu mandato in ospedale, dove fu in grado di entrare in contatto con la sua famiglia.

Contattando l’ambasciata americana l’uomo fu finalmente rilasciato

Quando tornò negli Stati Uniti, Kouchacji e sua sorella aprirono il primo ristorante Marrakesh a Philadelphia. Grazie al successo ottenuto decisero di aprire un secondo ristorante a Washington, e da allora cominciarono le chiamate. All’inizio era solo una risata o qualcuno che diceva “tsk tsk”, poi da lì cominciò un’escalation che fece quasi impazzire Kouchacji, il quale perse amici, la sua fidanzata e addirittura dei dipendenti. Per anni fece dentro/fuori dagli ospedali psichiatrici, la sua auto fu vandalizzata con la stella di David e quando si spostava a Philadelphia le telefonate lo seguivano. La compagnia telefonica e l’FBI cercarono di stabilire l’identità di chi faceva le chiamate, ma l’unica cosa che riuscirono a scoprire è che le chiamate provenivano da telefoni pubblici di tutta la zona di Washington.

Dopo 10 anni le telefonate erano ancora usuali, ma meno frequenti

L'omicidio-di-Tracey-Kirkpatrick

Tracey Kirkpatrick era una ragazza di 17 anni che voleva diventare avvocato. Il 15 marzo del 1989 stava lavorando da sola in un negozio di abbigliamento sportivo a Frederick, nel Maryland. Il suo capo si trattene in negozio fino alle 20.00, e la lasciò a sbrigare alcune faccende. Alle 22:50 una guardia di sicurezza faceva un controllo al centro commerciale e vide che le luci del negozio erano ancora accese, e così andò ad indagare.

Nel ripostiglio trovò Tracey colpita a morte con delle pugnalate al petto e al collo

La polizia era senza indizi perché la morte sembrava completamente immotivata. Non c’era alcun segno di violenza sessuale e il negozio non era stato derubato, ma la borsa della Kirkpatrick era sparita. Tre mesi dopo l’omicidio un uomo, identificatosi come “Don”, chiamò un numero verde per la confessione. La linea pubblica registrò la chiamata in cui l’uomo affermava di aver ucciso una giovane donna a Frederick, in Maryland, e che pensava di suicidarsi, ma che non poteva far nulla per rimediare al misfatto. La registrazione fu inviata alla polizia che la inviò alle radio nella speranza che qualcuno riconoscesse la voce al telefono. La polizia aveva due sospetti principali, ma nessuno fu mai accusato per l’omicidio della diciassettenne.

Il-rapimento-e-l'omicidio-di-Amy-Mihaljevic

Il 27 aprile del 1989 un ufficiale di polizia si recò alla scuola di Amy Mihaljevic per spiegare come non si dovrebbe mai andare da nessuna parte con uno sconosciuto. La bambina aveva allora 10 anni, e aveva ricevuto due chiamate da un uomo che affermava di lavorare con la madre, e che quest’ultima aveva recentemente ricevuto una promozione. Dopo la scuola Amy e un amico stavano tornando a casa quando Amy incontrò il misterioso visitatore.

L’uomo lasciò che la bambina chiamasse la madre, il che fece pensare alla donna che la figlia la stesse chiamando da casa. Fu solo dopo il suo arrivo all’abitazione che si rese conto che Amy non era mai tornata. Le ricerche a Bay Village, in Ohio, furono frenetiche, ma purtroppo il corpo della bambina non fu trovato fino al 7 febbraio 1990. Venne rinvenuta morta, con la testa fracassata e il corpo violentato e pugnalato. L’uomo fu ricercato in tutta l’America, ma senza successo, e ancora non si conosce chi fosse il misterioso chiamante.

La-donna-che-predisse-l'assassinio-di-John-F.-Kennedy

Il 22 novembre 1963, poco dopo le 10:00 del mattino, un operatore del centralino della General Electric a Oxnard, in California, rispose ad una chiamata. Dalla cornetta non usciva alcun suono, ma l’operatore chiese a un collega di prenderla dato che il chiamante avrebbe potuto essere in qualche guaio. Allora la persona, che sembrava essere una donna di mezza età, cominciò a leggere un testo scritto in cui si affermava che il Presidente sarebbe stato ucciso alle 10:10. La chiamante sussurrò alcune altre avvertenze: “La giustizia. La Corte Suprema. Ci sarà fuoco in tutte le finestre. Il governo sta andando in fiamme”.

Un’altra chiamata, fatta dopo le 10:10, insistitette sul fatto che il presidente stava per essere ucciso alle 10:30. Alle 10:25 il centralino staccò la chiamata, pensando che la chiamante fosse solo un individuo disturbato. Nel frattempo, a Dallas, in Texas, il presidente John F. Kennedy stava transitando lungo Elm Street. I colpi che uccisero Kennedy furono sparati alle 12.30 in Texas, che corrispondevano alle 10.30 della California. L’FBI fu in grado di rintracciare la chiamata, ma erano convinti (o lasciavarono credere di esserlo) che la donna fosse solo una persona disturbata.

Il-serial-killer-di-Long-Island

Lungo un tratto della Ocean Parkway a Long Island furono trovati i corpi di 14 donne fra il Dicembre 2010 e il Maggio del 2011. Le donne sembra fossero coinvolte nella tratta di esseri umani a scopo di commercio sessuale, e la polizia crede che almeno 10 dei 14 corpi furono scaricati da un uomo conosciuto solo come il “Serial Killer di Long Island”. L’uomo cominciò gli omicidi  nel 1996, con le donne che venivano prima strangolate e poi avvolte in un sacco di tela.

Il killer trovò un modo sadico per tormentare la famiglia di una delle sue vittime. Il 10 luglio del 2009 scomparve Melissa Barthelemy, una ragazza di 24 anni. Poco dopo la sorella minore di Melissa, Amanda, cominciò a ricevere telefonate dal cellulare di sua sorella. In totale furono sette chiamate, della durata massima di tre minuti. Durante l’ultima chiamata l’uomo ammise di aver ucciso la ragazza. Era il 26 Agosto 2009, ma Melissa non fu trovata che nel Dicembre 2010. Il Serial Killer di Long Island deve ancora essere individuato, ancora a piede libero e potenzialmente pericoloso.

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