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Da esploratrice urbana mi capita spesso di imbattermi in luoghi in cui avverto una strana sensazione, ma nessun luogo mi ha mai fatto rabbrividire quanto l’ex-ospedale psichiatrico di Colorno, ormai abbandonato. Fu chiuso nel 1979 a seguito della legge Basaglia, la quale assurse anche a modernizzazione dell’impostazione clinica dell’assistenza psichiatrica, instaurando rapporti umani rinnovati con il personale e la società, riconoscendo appieno i diritti e la necessità di una vita di qualità dei pazienti, seguiti e curati anche in strutture territoriali.

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Non è stata una passeggiata riuscirvi ad entrare, ma curiosità e voglia di documentare hanno vinto la paura, stimolata dal buio, dalla polvere, dalle mura crollate e dalle stanze piene di sedie a rotelle abbandonate.

MARION: Non sarebbe meglio se la metteste… in qualche posto?
NORMAN: Volete dire in una clinica….in un manicomio?….Vi impressiona meno chiamarlo “qualche posto”, vero? “Mettetela in qualche posto”
MARION: Scusatemi. Non credevo di dir niente di male.
NORMAN: Che ne sapete voi di certe cose? Avete mai visto l’interno di un manicomio? Le risate, le lacrime….e gli sguardi allucinati che vi scrutano?

Citazione dal film “Psycho” (1960)

Illuminati dalla fioca luce di una torcia emergono vecchi calendari e documenti risalenti agli anni settanta, con la carta che non sembra più tale, impregnata di polvere e umidità che hanno deformato ogni foglio sparso sul pavimento. Alcune stanze hanno le porte blindate da dove si può vedere l’interno solo da una piccola fessura in vetro, antico ricordo di coloro i quali venivano definiti “pazzi gravi”.

I cortili interni sono resi inagibili da arbusti e radici, e alcuni di questi sono letteralmente inghiottiti dalla natura che lascia filtrare a fatica i raggi del sole.

Mentre proseguo la mia esplorazione riesco quasi a sentire le urla dei pazienti

Nella hall principale trovo montagne di coperte, indumenti, carrozzelle e documenti sparsi, l’intonaco dei muri è secco e decadente, ma troneggiano in bella vista molti graffiti, realizzati nel 2013 dall’artista brasiliano Herbert Baglione, che rappresentano le storie impregnate fra queste mura.

Storie di sofferenze e solitudine. Storie di ordinaria follia

Una delle tante sedie a rotelle abbandonate nella struttura:

Sotto, il video dell’esplorazione:

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