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Genova è una città stratificata, misteriosa, anche difficile. Al suo interno vi è racchiuso un cuore oscuro, la cittadella medievale, un labirinto di vicoli stretti come una foresta pietrificata. Dentro questa capsula del tempo, quasi indifferente alla moderna realtà urbana costruita tutt’intorno, talvolta appaiono creature fantasmatiche, impronte eteriche di vite spezzate spesso a causa delle proprie stesse passioni. Alessandro Stradella (1644-1682), il grande compositore dell’era medio barocca, è una di queste.

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Il luogo della sua nascita non è ancora chiaro; forse Napoli o Roma ma, più probabilmente, Nepi nei pressi di Rieti. Stradella era una personalità complessa, un musicista in perenne peregrinazione da un luogo all’altro della penisola italiana, a quel tempo un mosaico di piccoli Stati. Un uomo spesso coinvolto in intrighi, truffe e pericolosi affari d’amore, in particolare con le sue allieve appartenenti a rinomate famiglie nobili.

Sotto, Alessandro Stradella:

Dal punto di vista strettamente musicale, gli sono universalmente riconosciuti due grandi meriti: quello di aver stabilito e perfezionato la forma del Concerto Grosso – anticipando un altro genio barocco come Arcangelo Corelli – e la straordinaria produzione vocale. Stradella era anche cantante ed eccellente violinista, un talento arricchito da importanti esperienze di studio a contatto con grandi compositori del suo tempo come Giacomo Carissimi. Musicista di professione e nella vita istrione dai mille volti, febbrilmente sospeso sul filo dell’ansia di sperimentazione e una marcata instabilità sentimentale.

Proprio questa estrema debolezza verso il fascino femminile, lo portò a intrecciare un rapporto con la bella allieva Agnese van Uffele, amante di Alvise Contarini doge di Venezia, durante la sua fuga da precedenti intrighi amorosi nella città lagunare. La scoperta della tresca da parte del nobiluomo veneziano costringerà presto Stradella e Agnese a una tumultuosa fuga.

Sotto, Alvise Contarini:

In compagnia della donna, Alessandro raggiunse prima Roma e poi Torino. Nella città piemontese, egli subirà un primo attacco (non letale) da parte di uomini inviati dal Contarini, il 10 ottobre 1677. Stando a quanto si narra, la ragazza finì poi i suoi giorni prigioniera tra le mura di un convento, mentre Alessandro cercherà di ridisegnarsi una nuova vita a Genova. Qui ebbe l’opportunità di riconfermare il suo innegabile genio artistico con la rappresentazione de La Forza dell’Amor Paterno e, soprattutto, grazie a Il Bargheggio, la sua ultima opera, messa in scena nel giugno del 1681 e scritta per la celebrazione di un importante matrimonio. Uno spettacolo epocale, non fosse altro per l’originale allestimento marino che prevedeva un festante pubblico di nobili locali convenientemente accomodato sopra alcune barche ormeggiate.

Ma la tragedia era nell’aria, ancora una volta conseguenza di una storia d’amore clandestina con una giovane nobildonna. Nella notte tra il 28 febbraio e il 1 marzo 1682, il celebre musicista moriva ucciso da quattro colpi di coltello, vittima di una nuovo complotto, probabilmente ordito dalla famiglia della ragazza. Tutto accadde, per uno scherzo del destino, nella centrale Piazza Banchi, luogo tristemente famoso per essere stato, nel corso del tempo, teatro di esecuzioni pubbliche, scorrerie criminali e delitti assortiti. Il mandante fu forse Giovan Battista Lomellini, che voleva proteggere la sorella da una relazione “pericolosa” con il maestro, ma il nobile venne rapidamente scagionato, e l’omicidio del musicista rimase senza colpevoli.

Sotto, Piazza Banchi a Genova, dipinto di Sebastien Vrancx del 1600 circa:

Nel 1782, esattamente cento anni dopo, in quella stessa città, nascerà un musicista se possibile ancora più ribelle ed enigmatico:

il sulfureo violinista Niccolò Paganini

Stradella è stato successivamente oggetto di innumerevoli opere musicali e letterarie. In particolare, lo scrittore americano Francis Marion Crawford – noto anche per il suo contributo alla leggendaria rivista americana Weird Tales – The Unique Magazine, pubblicò nel 1909 una biografia romanzata su di lui, accentuandone gli aspetti gotici. Le spoglie di Alessandro Stradella riposano nella Basilica di Santa Maria delle Vigne, in pieno centro storico genovese.

Fonti: Enciclopedia Britannica, New World Encyclopedia, Treccani.

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