Chi ha fatto sesso con lui ci chiami


“Questo appello ha una doppia finalità: trovare casi simili per allargare la responsabilità di Claudio Pinti (foto) e preservare la salute di chi ha avuto rapporti con lui, perché chi si attiva subito potrebbe avere un risvolto della malattia più contenuto”. Carlo Pinto, capo della Squadra Mobile di Ancona, parla del caso dell’untore di Hiv a ‘Chi l’ha visto?’. L’agente ha ricostruito l’inquietante vicenda dell’uomo che un decennio ha seminato il virus consumando rapporti sessuali non protetti. Donne, uomini, trans: Pinti ha affermato di essere andato a letto con 228 persone. Gente conosciuta in modi diversi, soprattutto su internet. Ciò che mi preoccupa il fatto che l’autostrasportatore di 35 anni, originario di Montecarotto, avrebbe contagiato volutamente tutti i suoi partner sessuale. Ne sono convinti gli inquirenti.

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L’uomo negava l’esistenza del virus e invitava le donne con cui aveva relazioni stabili a ignorare i sintomi ritardando l’inizio delle cure e di fatto la guarigione. Eppure, a causa di questa patologia di recente è morta la sua ex compagna, con la quale aveva convissuto per otto anni. Resta peraltro da chiarire se questo decesso possa essere in addebitato proprio a Pinti. E in quel caso potrebbe rispondere anche di omicidio volontario, lui che attualmente è accusato di lesioni personali gravissime e per aver causato con dolo una malattia insanabile. A Polverigi, dove la coppia viveva, lo hanno già condannato: “È un mostro”. Davanti alle telecamere di Rai Tre una paesana racconta: “Noi sapevamo che la sua compagna avesse un male incurabile, ma Claudio aveva minacciato un po’ tutti chiedendo di stare zitti riguardo a questa situazione”. E proprio questo silenzio che ora la polizia intende rompere: “Chi ha avuto rapporti sessuali non protetti con Pinti non abbia paura di parlare e si metta subito in contatto con noi”.



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