Auguri a Sergio Castellitto, il pluripremiato istrione del nostro cinema compie 65 anni


E’ uno degli attori e registi più camaleontici e premiati del nostro cinema, noto anche all’estero per aver preso parte a grandi produzioni tra cui “Le cronache di Narnia – Il principe Caspian” e tante pellicole francesi. Sergio Castellitto, il 18 agosto, compie 65 anni e ha all’attivo quasi 60 film, ci di cui 6 da regista, e ben 24 tra film tv e serie. L’esordio dietro la machina da presa risale al 1999, quando gira “Libero burro” mentre l’ultimo film per la televisione in cui l’abbiamo ammirato è stata la recente “Aldo Moro – Il professore”, dove ha dato prova, ancora una volta, di un talento al di fuori del comune. Al momento, in bacheca campeggiano 3 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento, 3 Globi d’Oro e 6 Ciak d’Oro ma, sicuramente, il numero è destinato inesorabilmente a crescere.

L’esordio al cinema con Francesco Rosi

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Castellitto è nato a Roma ma la famiglia è originaria di Campobasso. Molto presto, decide di iscriversi all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico e, anche se non la termina, esordisce a teatro con grandi nomi come Squarzina, Trionfo e Muzi. L’esordio al cinema avviene nel 1981 con il film “Tre fratelli”, di Francesco Rosi, seguito da “Carcerato”(1981), di Alfonso Brescia e “Il generale dell’armata morta”(1983), diretto da Luciano Tavoli, con Marcello Mastroianni. Dopo “Magic Moments”(1984), di Luciano Odorisio e “Giovanni Senzapensieri”(1985), diretto da Marco Colli, Castellitto è sul set de “La famiglia”(1987), del maestro Ettore Scola e, notato da Luc Besson, inizia a lavorare anche in Francia nel film “Le Grande Bleu”(1988), accanto a Jean-Marc Barr e Jean Reno. Nel 1987, sposa Margaret Mazzantini, da cui avrà i figli Pietro, Maria, Anna e Cesare. Gli anni ’80 si concludono con “Piccoli equivoci”(1989), diretto da Ricky Tognazzi mentre gli anni ’90 si aprono col successo della commedia “Stasera a casa di Alice”(1990), di Carlo Verdone.

“La carne” e il successo de “L’uomo delle stelle”

Nel 1990, inizia la sua avventura con la saga tv “Un cane sciolto” mentre nel 1991, è con Francesca Dellera nel film scandalo “La carne”, di Marco Ferreri. Il maestro Mario Monicelli lo vorrà nei panni di un giovane Rossini nel film “Rossini! Rossini!” ma anche la regista Francesca Archibugi è folgorata dalla sua bravura e lo vuole ne “Il grande cocomero”(1993) e in “Con gli occhi chiusi”(1994). Una delle interpretazioni più belle e premiate di Castellitto resta comunque quella di Joe Morelli ne “L’uomo delle stelle”, di Giuseppe Tornatore, candidato agli Oscar come Miglior film straniero. La pellicola fece vincere a Castellitto il Nastro d’Argento come Miglior attore protagonista e gli diede una visibilità enorme a livello internazionale.

L’esordio alla regia con “Libero burro” e le grandi fiction

Nel 1995, Castellitto è nei panni di Fausto Coppi nella miniserie “Il grande Fausto” mentre al cinema alterna ancora commedia e dramma con i film “Hotel Paura”(1996), di Renato De Maria; “Silenzio si nasce”(1996), diretto da Giovanni Veronesi e per la tv si trasformerà in Don Lorenzo Milani nella miniserie “Don Milani il priore di Barbiana”(1997). Nel 1999 esordisce alla regia con “Libero burro”, di cui è anche protagonista e sceneggiatore, con sua moglie Margaret Mazzantini e, l’anno dopo, è ne “L’ultimo bacio”(2000), di Gabriele Muccino. Altri film di successo di questi anni sono “Concorrenza sleale”(2001), di Ettore Scola; “L’ora di religione”(2002), diretto da Marco Bellocchio e “Caterina va in città”(2003), di Paolo Virzì. Per la tv, invece, diventa “Padre Pio”, nell’omonima miniserie del 2000 e Enzo Ferrari in “Ferrari”(2003), entrambe dirette da Carlo Carlei.

“Non ti muovere” e “Venuto al mondo”

Nel 2004, porta al cinema “Non ti muovere”, adattamento del romanzo di sua moglie Margaret Mazzantini, interpretata sempre da Castellitto con Penelope Cruz. Entrambi vincono il David di Donatello per la loro performance ma il film vince anche 4 Nastri d’Argento, 1 Globo d’oro e riceve numerose nomination in tantissimi festival internazionali. Successivamente, sarà impegnato sui set de “Il regista di matrimoni”(2006), di Marco Bellocchio; “Paris je t’aime”(2006), diretto da Isabel Coixet ; “La stella che non c’è”(2006), di Gianni Amelio e “Le cronache di Narnia – Il principe Caspian”(2008), di Andrew Adamson, dove Castellitto ha il ruolo del Re Miraz.  Nel 2008, gira anche il film tv “Fuga per la libertà – L’aviatore” e la serie “’O professore”. Nel 2010, invece, è di nuovo dietro la macchina da presa per “La bellezza del somaro”, di cui è anche sceneggiatore (con la Mazzantini) e protagonista (con Laura Morante). Due anni dopo, è alla regia di “Venuto al mondo”(2012), tratto dall’omonimo romanzo di Margaret Mazzantini e con protagonisti Penelope Cruz ed Emile Hirsch. Il film riceve una caterva di nomination e il plauso della critica.

Da “In Treatment” ad “Aldo Moro – Il professore”

Dopo aver girato “Una famiglia perfetta”(2012), di Paolo Genovese, Castellitto diventa il protagonista della serie tv “In Treatment”(2013-2017), in cui ha il ruolo dello psicoterapeuta Giovanni Mari . Nel frattempo, gira anche “La buca”(2014), di Daniele Ciprì e il film tv “Il sindaco pescatore”(2016). Negli ultimi anni, invece, ha preso parte alla commedia sentimentale “Piccoli crimini coniugali”(2017), di Alex Infascelli e ha diretto “Fortunata”(2017), con Stefano Accorsi e Jasmine Trinca, premiato con un David di Donatello e 3 Nastri d’Argento. In tv lo abbiamo visto in “Aldo Moro – Il professore” mentre l’ultimo film per il grande schermo è stata la commedia “Il tuttofare”, di Valerio Attanasio. A breve, lo vedremo accanto a Sabrina Ferilli nel film “Ricchi di fantasia”, di Franceso Miccichè e, nel 2019, sarà nel cast della serie tv “Pezzi unici”.

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